TERRITORIO - Frazione "Canton Mosca moderno (centro)"

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ėl Cantun Musca

Vecchio nucleo abitato, al centro del territorio comunale, sviluppatosi a ridosso dell'antico castello feudale, ėl Castel

(1) Il campanile

Antica torre d'avvistamento riconvertita a torre campanaria subito dopo la defortificazione del paese nel 1555. Accanto alla torre sorge un edificio, che č stato sede dell'esattoria istituita dai francesi nel 1806.

(2) La Cascina Ruffati

Costruita nel corso del 1700. Struttura architettonica a due piani, con due vani per piano, divisi dalla scala centrale e annessi porticato, stalla e fienile. I soffitti di tutte le camere erano a cassettoni in legno. La cascina Ruffati era anche conosciuta come Casin-a 'd Ca 'd Baila, per aver ospitato per molti anni la nutrice della zona.

(3) Il ponte

Costruito nel XIX secolo, collegava il centro con la zona Gianmichele.

(4) i Runch

"I (terreni) dissodati".
Vasto prato situato a sud del Cantun Musca, confinante con la strada comunale che da Brione porta al Comune di La Cassa. Un tempo su questo terreno cresceva un bosco di qu erce, che successivamente venne dissodato per lasciare il posto a numerosi vigneti e frutteti.

(5) ėl Pra del Bal

"Il prato del ballo".
Ampio prato pianeggiante nei pressi del Cantun Musca, di proprietą della parrocchia. Questo terreno č collocato poco sotto la confluenza della statale Lanxzo-Avigliana con quella San Gillio-Druento-Torino. Questa zona era percorsa da una strada romana che collegava le Valli di Lanzo con la Valle di Susa. Sin dai tempi antichi, in questo terreno sicompilavano gli atti notarili e i mercanti si incontravano con la popolazione per gli affari di compra-vendita. Molto spesso, dopo le funzioni religiose delle feste patronali, gli abitanti si ritrovavano in questo luogo per ballare: esso rappresentava per i Givolettesi il centro del paese, una piazza.

(6) La chiesa parrocchiale di San Secondo Martire

Le prime tracce della sua esistenza risalgono al 1014: in una bolla di Papa Benedetto VIII si legge che la Chiesa viene assegnata alle dipendenze del Monastero di Breme. Nel 1584, in una relazione del Mons. Peruzzi, Vescovo di Torino, si legge che la Chiesa fu trovata in pessimo stato per la sua vetustą e bisognosa di riparazioni al pavimento, agli altari ed al Battistero. Si faceva riferimento ad una pittura sul muro, raffigurante il Santo Patrono e ad una statua, che potrebbe essere quella attuale in legno. L'edificio era allora piccolissimo ed aveva attorno il cimitero. Nel 1752 il Parroco don Carlo Cominotto predispose grandi lavori di ristrutturazione: la Chiesa fu alzato e allargata mediante l'aggiunta di cappelle laterali. Nuovi lavori furono organizzati nel 1862 da don Giacomo Audisio: l'edificio fu allungato aggiungendo le due ultime cappelle laterali e fu realizzata l'attuale facciata.

(7) Il Municipio

(8) La Comunitą Montana

(9) La Chiesa di San Rocco

Costruita nel 1630 come ringraziamento per la fine della peste.

(10) Antica toponomastica

FONTI BIBLIOGRAFICHE:

  • La Cappella di Maria SS. Ausiliatrice con cenni storici sul paese, raccolti dal Prevosto Andrea Rolle (1906).
  • Mostra Archeologica con note storiche, a cura di Attilio Bonci (1978).
  • Gruppo Etnologico Tibuletum (1989).
  • Atlante toponomastico del Piemonte montano (n° 7):

FOTOGRAFIE:

Boni, Bianca Gaviglio, Michele Gherra.

REALIZZAZIONE:

Sand.

 
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